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Invito della Biennale Internazionale d'Arte

Ulteriori informazioni sulla Biennale li trovate sul sito:
http://www.artestudio.net
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Presentazione di Mauricia Ayala, dal portale Cartago (www.cartago.it),
nella pagina a lei dedicata dopo aver vinto un sondaggio mensile.
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Mauricia Ayala è un'artista di origine argentina radicata da
molti anni in Italia. Mauricia è una persona di grande ricchezza
interiore dotata di una profonda sensibilità visiva, che nel
tempo ha cercato di esprimere tramite le sue creazioni e la
sua arte.
Da bambina iniziò modellando la creta, e pian piano completamente
autodidatta continuò il suo percorso artistico, dedicandosi
al designer di gioielli in Argentina. La sua curiosità e la
sua insaziabile voglia di conoscenza, la portarono in giro per
il mondo. Verso altri popoli, altre culture e di conseguenza
verso la sperimentazione delle diverse forme artistiche. Decide
di fermarsi per un periodo in Svizzera e Germania dove si dedica
all'arredamento e alla cura estetica della persona.
Una tappa molto importante per la sua formazione artistica è
quella degli Stati Uniti, in particolar modo Miami in Florida,
dove comincia la sua creazione di mosaici utilizzando pietre
di mare e conchiglie. Una volta arrivata in Italia decide di
stabilirsi nel sud della Nazione, dove la natura da lei tanto
amata, il mare e le coste le donano la materia prima per esprimere
la sua immensa energia creativa mediante appunto le pietre che
l'azione del mare ha levigato e modellato.
La nostra artista, trova dunque nella natura la sua principale
fonte di ispirazione. Mauricia ama la campagna (lei è nata in
mezzo alla sconfinata Pampa argentina), ama gli animali (con
cui spesso parla), il mare, il cielo e la terra. Ma sopratutto
lei ama la vita, e a lei s'ispira, traendo spunti creativi dalla
natura e dagli episodi del vivere quotidiano.
Oggi la sua filosofia, è quella di inviare attraverso le sue
creazioni un messaggio di speranza. La speranza che un domani
l'Umanità possa conoscere il vero Amore e vivere in pace e in
armonia con tutto quello che Dio ha creato. Le sue opere, i
suoi suggestivi quadri, catturano l'attenzione dell'osservatore,
perché cariche di un'atmosfera policroma di naif, gioia di vivere
e anche perché no… di un certo mistero.
La nostra poliedrica artista riesce a trasmettere con le sue
opere fascino e coinvolgimento, passione ed un infinito amore
verso la vita. Forse perché, come lei stessa dice:
"quando sono al lavoro, quando sento in me questa incontenibile
energia creativa, è come se entrassi in uno stato di
trance, propio per svolgere al meglio un compito preciso, quello
di unire i sassolini e dargli i movimenti che essi stessi mi
suggeriscono"
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ARTE
FORME D'ACQUA
di Mauricia Ayala
La solenne fissità dei <<Pantocratori>>,
delle teorie di Santi e Beati, delle imponenze imperiali bizantine,
oppure l'opulenza figurativa e decorativa dei pavimenti musivi
delle ville romane, mi si è sempre associata alla parola <<mosaico>>.
Ma questi riferimenti, direi quasi certezze,
sono stati messi in crisi quando, nel luglio scorso al Palazzo
di Città di Soverato, ho avuto di ammirare le <<forme d'acqua>>
di Mauricia Ayala. Se può definirsi mosaico solo una composizione
di tessere create dall'uomo, ebbene, mosaici non dovrebbero
essere le opere dell'Ayala: le tessere, tutte diverse una dall'altra,
sono state create direttamente dalle forze naturali, scolpite,
incise, dipinte senza la mediazione umana. Non tessere più o
meno geometriche, ma pietre, frammenti di rocce policrome, quarzi,
graniti, calcari, vetri e quant'altro le acque delle fiumare
calabrese trascinano e sbozzano e poi lo sciabordio delle onde
riduce sul lido, trasforma e incide.
Sono forme concluse o potenziali parti
di scene o soggetti umani, fiori o esotici animali, tenere scene
di giraffe innamorate o coppie avvinghiate nel tango... quali,
appunto, abbiamo visto, rivisto e apprezzato in quella mostra
felice.
Quei frammenti non lavorati dalle mani
dell'artista, ma semplicemente fissati sul vetro, sia nelle
forme più semplici, quasi naif, come nelle composizioni più
complesse e dinamiche, offrono sempre qualcosa di diverso ad
ogni nuova osservazione: proprio il contrario di quanto si avverte
dalla visione dei tradizionali mosaici, austeri, definiti, codificati.
Nelle opere di Mauricia Ayala, insomma, si avverte il pulsore
del nuovo, il cambiamento, il frutto di una cultura diversa
di cui l'artista è portatrice: nata in Argentina da padre indio
e da madre spagnola essa rappresenta il frutto dell'incontro
di due culture, del Vecchio e del Nuovo Mondo, è forse, la rivincita
di chi, prima sopraffatto dalla forza bruta dei <<conquistadores>>,
adesso si vendica catturando con la forza del genio dell'arte.
Degna risposta e degnissimo contributo
ai 500 anni dall'impresa di Colombo.
Valentino Ussia
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